
I greci raggiunsero la perfezione ma nell'ordine della media e modesta misura ; i gotici cercarono altezza e vastità ma le impicciolirono col Barbarico sfoggio decorativo; gli antichi babilonesi e gli americani moderni riescono nel gigantesco ma sacrificando la qualità alla quantità. Gli italiani soltanto sanno essere armoniosamente ricchi nel grandioso.
I romani ebbero sempre, coll' Impero e colla Chiesa, questo senso e questo bisogno dell’edificare, loro uomini, a uso dei titani. Vogliono un luogo di spettacoli e costruiscono l’Anfiteatro Flavio; un luogo di bagni e innalzano le Terme di Caracalla ; un luogo di preghiera e creano San Pietro, colla sua cupola che gareggia col cielo, col suo colonnato ch’è la più ciclopica morsa di pietra che mai abbia in se richiuse moltitudini umane.
Nessuna opera filosofica — neanche la "Metafisica" di Aristotele — è cosi ordinatamente integralmente e vastamente architettata come la "Somma" di San Tommaso; nessun poema umano abbraccia e comprende cielo e terra al par della "Divina Commedia"; nessuna umana pittura è così ampia di concetto e di proporzioni come quelle che copron la volta e il fondo della Cappella Sistina.
Italiano fu lo scultore che modellò il maggior monumento equestre dell' età moderna e colui che meditò di ridurre a figura d'uomo un' intera montagna di marmo; italiani i navigatori che offrirono ai nuovi regni un nuovo immenso mondo; italiani coloro che sognarono di ridurre ad unità politica la fratricida Europa; italiano l’ingegnere che disegnò di separare l'Asia dall'Affrica ; italiano il dittatore che creò vaste provincie e bianche città dove regnava da secoli l’acqua morta e la febbre. E se il più grande arco di trionfo d’Europa sorge a Parigi ognun sa che fu voluto da un italiano e che ricorda in ogni sua pietra le vittorie di un italiano.
Non disdegnare le grandezze materiali: chi edifica le grandi fabbriche è quasi sempre lo stesso che medita e compie le grandi imprese. Il popolo italiano ha l’istinto e l’amore — non la mania — della grandezza. E tu (straniero) che vieni tra noi non dimenticare che soltanto la magnitudine degli animi e la magnificenza delle opere possono legittimare il diritto alla costante dominazione.
Nè questa è superbia, come un visitatore ingenuamente orgoglioso potrebbe essere indotto a credere. La nostra antichissima esperienza c’insegna che dominare significa servire. Non il Papa solamente è servo dei servi ma chiunque accetta con umano cuore il terribile peso del comando. Non regna sicuro chi non obbedisce ai desideri più giusti e naturali degli umili.
E il popolo che da Dio ebbe doni maggiori in nessun altro modo può manifestarli ed accrescerli che ponendoli al servizio degli altri popoli, come appunto hanno fatto, sempre, gli Italiani.
L' italiano vero ama gelosamente e fieramente la patria sua, e proprio come si deve amare, sin nell’ombre e nelle ferite, ma soprattutto l'ama e la difende in quanto l' Italia è iniziatrice, guida, esempio, maestra all'altre genti. Lo spirito italiano non è di tipo cantonale ma continentale anzi terriano; e perchè tentato dalle imprese grandi è anche portato alle creazioni di carattere universale.
L' impero di Alessandro non sopravvisse alla sua morte ; quello di Cesare sopravvisse quasi cinque secoli ad Augusto. Ebbe vastissimo impero la Spagna e tutto l' ha perduto ; lo perse l' Italia ma lo riebbe, in parte, con Venezia, ed ai nostri giorni l’ha nuovamente fondato.
La Chiesa di Roma non è tutta opera d’ italiani, ma italiani, per la massima parte, furono i Papi che la governarono, i missionari e i legati che la fecero più ampia, i santi che la resero più fulgente.
Il Rinascimento fu, a dispetto di certe pretenziose alzate d’ ingegno gallico, tutto italiano, per due secoli interi, e creò quell'arte nazionale e classica che impose schemi principii ed esemplari a tutti i popoli civili fin quasi alla fine dell' Ottocento.
Perfino il Risorgimento, che parve moto esclusivamente nazionale, ebbe idealità e finalità europee ed universali nell'alta mente dei suoi maggiori profeti, Mazzini e Gioberti.(…)
Impero Romano, Diritto Romano, Chiesa Romana, Rinascimento Italiano, Risorgimento Italiano son creazioni dovute, in grandissima parte, al nostro popolo ma che trascendono i fini e i confini d'una patria singola. Il genio italiano è profondamente nazionale soprattutto quand’ è europeo, ecumenico, cattolico, cioè universale. Nei suoi momenti sublimi l' Italia coincide collo spirito della storia e col destino del mondo".
Giovanni Papini- Italia mia


