martedì 16 aprile 2013


      Pelle antiproiettile






 In futuro potremo indossare i panni di superman senza però alcun bisogno di pesanti armature 
e quello che sostiene Un gruppo di scienziati olandesi .


Si chiama progetto Spidersilk del Forensic Genomics Consortium e come spiega la ricercatrice Jalila Essaidi, mira a rendere la pelle umana ultra resistente attraverso l'ingegneria genetica.
Il segreto di una pelle antiproiettile sarebbero due ingredienti: la seta del ragno e il latte di capra. La resistenza della seta del ragno è un dato di fatto, ma cosa c'entra il latte di capra? I ricercatori hanno modificato geneticamente delle capre per indurle a produrre del latte che, una volta filato e tessuto, produrrebbe una tela 10 volte più resistente dell'acciaio.
Il tessuto viene poi mescolato con la pelle umana per renderla a prova di proiettile. Il passo successivo, svela però la Essaidi, è quello di modificare geneticamente anche l'epidermide umana sostituendo la cheratina con la proteina della seta del ragno.

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lunedì 27 febbraio 2012




           Uomo 2.0 



In 50 anni sono cambiati modo di vivere, intelligenza,
capacità fisiche, organizzazione cerebrale, sessualità,
 la medicina e lavoro . non era mai successo prima e nei prossimi 25 anni cambierà ancora .




Un secolo fa con una semplice febbre si rischiava la morte, un nascituro su cinque      moriva.Se si andava in un altro paese spesso si affrontavano lunghissimi viaggi.Oggi prendendo l'aereo facciamo il giro del mondo in due giorni il progresso medico ci aiuto ad affrontare meglio le malattie le guerre si progettano dietro al computer per comunicare con un caro nell' altra parte del globo basta una video conferenza su skype, e persino noi stiamo cambiando un esempio e la statura media della popolazione che in europa nei ultimi 40 anni e cresciuta di 10 cm e le ultime olimpiadi sembravano più che competizioni di uomini, mostre di super-umani che superano ogni limite.Cosi mi chiedo con le tecnologie che si stanno sviluppando e le tecnologie che si svilluperanno quali cambiamenti fisici  ed etici mostreremo in futuro.Gli uomini dispongono di un cervello che lavora tramite segnali elettrici e chimici. Le macchine sono invece costruite di metallo e silicio e dispongono di elaboratori elettronici. Hanno enormi vantaggi rispetto a noi. Penso che in futuro i due poli si attrarranno e si fonderanno. I computer utilizzeranno strumenti creati dalla natura, come il DNA. Gli umani accresceranno enormemente le loro potenzialità grazie alla tecnologia".L’integrazione tra uomo e computer è stata sperimentata, al di là della domotica, anche con altre applicazioni. Dal 1998, ad esempio, vengono condotte ricerche e sperimentazioni concrete di ibridazione uomo-macchina da Kevin Warkick, celebre scienziato e professore di cibernetica all'Università di Reading, in Inghilterra. I suoi esperimenti sono celebri anche per i dilemmi etici che pongono. La tecnologia usata prevede tecniche di impianto di microchip sottocutanei, innestati con le terminazioni nervose presenti nel corpo umano. Gli esperimenti hanno avuto come primo obiettivo quello di fare in modo di arricchire le funzionalità dell’uomo attraverso l’interazione con gli apparati elettronici. Nel corso del tempo gli esperimenti condotti da Warwick sono stati sempre più ambiziosi, giungendo ad unire tecnologie di ibridazione uomo-macchina con tecnologie telematiche e robotiche. Nel 2002 Kevin Warwick, dagli Stati Uniti ha telematicamente comandato, mediante impulsi cerebrali raccolti da un microchip installato sul suo avambraccio, un braccio robotico presente nel suo laboratorio inglese . Ulteriori esperimenti sono legati alla percezione dei segnali in entrata ed alla loro decodificazione da parte del cervello umano, dopo essere passati per il microchip installato chirurgicamente sottopelle. Un test è stato effettuato tra Kevin Warwick e sua moglie, che hanno tentato un primo esperimento di comunicazione da cervello a cervello con la sola intermediazione dei chip rispettivamente impiantati nel loro corpo, con l’obiettivo di emulare una sorta di conversazione telepatica. Le possibilità che si aprono sono tante. C’è chi (e tra questi anche Warwick) ipotizza l’avvento dei cyborg come naturale evoluzione della specie umana, che sarà dominata da chi accetterà di ibridarsi con le macchine.